La Legge 353 del 21 novembre del 2000 “Legge quadro in materia di incendi boschivi” attribuisce alle Regioni le operazioni di prevenzione e pianificazione del rischio, la programmazione della  lotta attiva tramite il coordinamento delle proprie strutture antincendio con quelle statali, e l’istituzione sale operative unificate permanenti (SOUP).

In diverse occasioni è stato messo in evidenza come tale supporto legislativo, seppur innovativo ed efficace cominci a mostrare i primi limiti.

In particolare per quanto riguarda la ripartizione delle risorse statali tra le regioni, ripartizione che avviene, per una percentuale (50%) in modo inversamente proporzionale alla superficie regionale percorsa da incendio, tanto meno brucia tanto più si ricevono risorse per la prevenzione e per la lotta attiva.

Sebbene condiviso nei principi generali, tale metodo è fortemente penalizzante per le regioni, soprattutto meridionali, ove l’intensità del fenomeno è fortemente favorita dalle condizioni climatiche (estati lunghe calde e siccitose), rispetto alle regioni settentrionali, ove la stagione AIB si riduce ad un breve periodo invernale. Dal 2009 l'applicazione della 3535 non comporta più trasferimenti alle regioni a statuto ordinario, che fanno fronte alle attività di prevenzione e lotta attiva, con fondi del proprio bilancio.

La regione Abruzzo, nel corso del 2011 si è dotata del Piano Antincendio Boschivo regionale, nell’ambito di tale piano è stata effettuata un’analisi del territorio regionale con l’individuazione delle aree maggiormente a rischio e la descrizione delle attività di intervento regionale finalizzate alla prevenzione ed alla lotta attiva.

Ai comuni è delegata la redazione dei Piani comunali di emergenza (PCE). L’OPCM 3624/2007, emanata dopo l’estate 2007, prevedeva che dopo 45 giorni dall’emanazione i Comuni si dotassero di PCE, ove riportare le procedure di emergenza in caso di incendi boschivi di interfaccia. All’attualità 306 comuni su 308 si sono dotati di un piano di emergenza comunale e si stanno effettuando gli aggiornamenti per alcune tipologie di rischio.

Gran parte delle attività di prevenzione si esplicano attraverso interventi di tipo indiretto finalizzati soprattutto all’allerta ed al controllo del territorio.

Infatti tramite il Centro Funzionale nel periodo di massima allerta,1 giugno-30 settembre di ogni anno, viene diramato tramite sms e via mail, un bollettino relativo al rischio incendi boschivi nella regione . Contestualmente durante tale periodo è attivato, utilizzando il personale volontario delle Associazioni di Protezione Civile iscritte all’albo regionale, un servizio di pattugliamento-avvistamento incendi sul territorio regionale.

Bollettino Previsione Centro Funzionale D'Abruzzo

Attualmente la direzione non partecipa all’esecuzione e programmazione di interventi diretti di prevenzione degli incendi (diradamenti o sfoltimenti) a causa principalmente della carenza di risorse finanziarie da dedicare a tale scopo. L'attuazione di misure di interevnto di tipo preventivo, quali ad esempio interventi selvicolturali a carico dedi rimboschimenti regionali, è curata direttamente dal Dipartimento Politiche agricole che attua le misure di prevenzione degli incendi boschivi previste nei Piani di Svuiluppo Rurale.

Link alle misure Forestali del PSR 2014-2020

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